23/06/2007_Klive, Peschiera Borromeo (MI)
'Beer Metal Fest'
18/05/2007_Zoe, Baggio (MI)
with Blood Thirsty Demons
27/Ottobre/2006_Transilvania Live (MI)
con No Forgiveness e 21g
16/Giugno/2006_Zoe, Baggio (MI)
21/Gennaio/2006_Transilvania Live (MI)
con Io?drama
02/Novembre/2005_Marmaja, Cusano (MI)
con Simmetry
08/Ottobre/2005_Fabbrica del Vapore (MI)
'Black in Mind' festival
16/Luglio/2005_Zoe, Baggio (MI)
con Kalidon
26/Giugno/2005_Transilvania Live (MI)
con Kalidon e Opera Noire
07/Giugno/2005_Marmaja, Cusano (MI)
con Unscarred, Gold e Laeta Mors
20/Febbraio/2005_Sitting Bull
Certosa di Pavia (PV) con Bloody Tears
04/Febbraio/2005_Zoe,
Baggio (MI)
con No Forgiveness
27/Gennaio/2005_Inkubo Cafè
(MI)
con Speculum Mortis
17/Novembre/2004_Black Hole (MI)
con Carnaio Immondo
23/Luglio/2004_Indian's Saloon (MI)
con Hellstorm e DZ Project
29/Giugno/2004_Inkubo Cafè (MI)
con Derdian e Soultakers
15/Giugno/2004_Inkubo Cafè (MI)
con Unscarred e Hysteria
19/Giugno/2003_Black Hole (MI)
Italian Metal Gods
16/Aprile/2003_Black Hole (MI)
con Dark Eternity
KALIDON + LABYRINTHUS NOCTIS +
OPERA NOIRE - 26/06/05 - TRANSILVANIA LIVE (MI)
Dopo un breve cambio di palco,
in un’atmosfera a metà strada tra l’apocalittico ed il gotico,
sono saliti sul palco i Labyrinthus Noctis. Il gruppo ha presentato il loro
nuovo album, Forever Fallen Darkness, proponendo uno show che in alcuni momenti
ha davvero fatto raggelare il sangue. Infatti la band ha dato un tono veramente
apocalittico allo show, proponendo dei brani ch, nonostante la loro lunghezza,
non sono mai risultati noiosi, grazie anche al magistrale lavoro di Ark alle
tastiere e all’angelica voce di Elizabeth. Un altro elemento che ha notevolmente
caratterizzato lo show della band è stata la presenza scenica della band,
grazie anche all’ausilio di una scenografia che rimandava sia ai racconti
della contessa Bathory sia a temi futuristici, occulti ed astronomici. I Labyrinthus
Noctis, a differenza dei Kalidon e degli Headliner Opera Noire, non hanno proposto
cover ma hanno presentato una selezione di pezzi presenti sul loro nuovo lavoro.
Devo dire che lo stile musicale seguito dalla band richiama molto lo stile dei
Nightwish ma anche quello dei Lacrimosa, senza però cadere nel consueto
e scontato clichè della semplice scopiazzatura. Infatti la band riesce
sempre ad inserire nei propri show degli elementi apocalittici che lo rendono
veramente unico. All’apertura del sipario il primo elemento della band
a comparire, sulle note di At Dawn No Fireflies Survive, è stato Ark,
il tastierista, copn una serie di tubi che lo ricoprivano. Poi il resto del
gruppo ha fatto la sua comparsa con Elizabeth, la cantante, che è giunta
per ultima sorseggiando un bicchiere di vino. Lo show è proseguito con
Forever Fallen Darkness (unico brano proveniente dalla precedente produzione
del gruppo che in origine si chiamava Forever Fallen Darkness), Killer Glance
e Sandglass. Come conclusione del loro show la band ha proposto Cemetery Of
Dreams, il brano di apertura del loro nuovo album. Devo dire che il pubblico
è rimasto notevolmente colpito dallo show dei Labyrinthus Noctis che,
nonostante non fossero il gruppo più importante, non hanno per niente
demeritato e soprattutto sono riusciti ad essere molto coinvolgenti.
+ Donato Tripoli +
+
Dai remoti spazi siderali della
cintura di Orione, illuminati dalle stelle Bellatrix, Betelgeuse e Rigel, sono
giunti i cinque generali astrali della dinastia imperiale dei Labirynthus Noctis.
Quintetto anch’esso all’esordio discografico, si propone con un’affascinante
miscela di gothic/doom metal atmosferico, con influenze teatrali che potrebbero
richiamare gruppi italiani come i Malombra e gli Adramelech e scomodare, per
il particolare uso delle tastiere, anche le atmosfere mistiche degli Warlord.
Non bisogna, però, farsi sviare da questi particolari addizionali, visto
che la base sulla quale si muovono i 5 meneghini, è quello di una versione
più epica e melodica dei My Dying Bride, con la voce di Elizabeth (in
forza anche nella heavy-gothic band Lunae) che rende ancora più enfatici
e coinvolgenti brani come la stupenda ‘At Dawn No Fireflies Survive’.
Parti di chitarra cadenzate e potenti, sorrette da magniloquenti tastiere, si
alternano ad episodi più meditativi e dilatati, forse l’unico punto
debole della produzione del quintetto lombardo; excursus di questo tipo meno
prolissi, gioverebbero ulteriormente ad una proposta musicale affascinante ed,
allo stesso tempo, carica di potenza heavy/doom. Ottimo le idee scenografiche
e l’immagine medieval/aliena proposta da un gruppo che ci riserverà
notevoli sorprese in futuro.
+ Andrea Evolti +
"BLACK IN MIND" FESTIVAL
- 08/11/2005 - FABBRICA DEL VAPORE (MI)
L’atmosfera non è
proprio quella ideale, visto il tiepido ma piacevole sole autunnale, per il
quintetto meneghino dei Labyrinthus Noctis, fautori di una singolare quanto
affascinante mistura di doom metal ed atmosfere gothic, con una forte impronta
epica nelle linee vocali della singer Elizabeth (front-woman della classic-gothic
metal band dei Lunae) e nell’uso di certe parti di tastiera ad opera di
Ark, le quali ricordano alcuni episodi degli americani Warlord. L’impatto
scenico, nonostante l’orario non certo ‘crepuscolare’, è
sicuramente notevole, come di forte effetto emotivo è la bellissima ‘At
Dawn No Fireflies Survive’, dal possente incedere doom che viene innalzato
dalla bella prestazione vocale di Elizabeth. Tutti i 45 minuti circa dell’esibizione
dei L.N. sono incentrati sui brani che hanno costituito il debutto ‘Forever
Fallen Darkness’, come ‘Cemetery Of Dreams’, dove si alternano
i momenti dilatati quasi prog anni ’70 (forse queste parti l’unico
punto non forte del five-piece), a quelli più possenti e romanticamente
oscuri tipici di formazioni come i My Dying Bride. Notevole performance artistica,
anche a livello emotivo e scenico, penalizzata però dall’orario
e dal pubblico ancora esiguo.
+ Andrea Evolti +
+
Dopo un rapidissimo cambio di
palco è stata la volta degli apocalittici Labyrinthus Noctis, che hanno
proposto il meglio della loro produzione live. Forti del nuovo album “Forever
Fallen Darkness”, il gruppo ha deliziato i presenti con i loro ritmi sincopati
e sinfonici. Il primo a presentarsi sul palco, sulle note di “The Earth
chronicles expeditions (intro)”, seguito a ruota dal resto del gruppo
e dalla bellissima Elizabeth che, con la sua angelica voce, esegue a perfezione
“ ”At dawn no firefly survives”, “Killer Glance”
e “Sandglass”, brani tratti dal loro album di debutto, in cui il
gruppo si esprime al massimo delle sue possibilità, con la chitarra di
Moreno che sforna riff in quantità industriale, mentre Ark si diverte
ad inserirsi creando, con le sue manipolazioni, dei ritmi veramente demoniaci.
Ma la vera perla dello spettacolo la band l’ha riservata per la chiusura:
ed infatti per la gioia dei vecchi fans i Labyrinthus Noctis hanno eseguito
“Forever Fallen Darkness” unico brano risalente alla loro precedente
produzione. È praticamente impossibile per me trovare un difetto nella
prestazione del gruppo, che ha saputo tenere la scena perfettamente senza il
benchè mimimo calo di tensione. Un concerto memorabile che fa ben sperare
per il futuro del gruppo che sta già preparando i pezzi per il successore
di “Forever Fallen Darkness” ma che non si tira mai indietro quando
si tratta di suonare live.
+ Donato Tripoli +